Diario di Vale

Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale,

sono ormai diversi anni che non ti scrivo più ma come vedi sono tornata a trovarti!

So che la tradizionale letterina da compilare l’8 Dicembre è un rito che appartiene ai più piccini ma dopo tanti anni ho voglia di chiederti qualcosa di nuovo…

Non si tratta di richieste giocose, questo è certo ma voglio aprirti il mio cuore.

Scrivendoti sto scoprendo come i desideri cambino con il passare del tempo: si passa dal chiederti l’ultimo gioco visto in tv o magari nella vetrina del negozio all’angolo a desideri del tutto differenti.

Ti anticipo che quello che sto per dirti rientra proprio nella seconda categoria, non so se potrai aiutarmi ma io voglio tentare lo stesso di chiedertelo.

Ciascuno di noi ti ha sempre visto come l’uomo più buono che ci sia, capace di faticare per un intero anno pur di vedere il sorriso stampato sul volto dei tuoi amati scrittori di letterine.

In fondo in cambio della sognata sorpresa sotto l’albero ci chiedevi soltanto di essere buoni, perciò a chi potrei confidare ciò che sogno se non a te che hai fatto della tua bontà il tuo bigliettino da visita?

Da qualche anno in casa mia il Natale non è più lo stesso: hai presente quando in uno splendido lampadario luminoso una lampadina si spegne senza poter essere sostituita da nessuna?

Tutte le altre tentano in ogni modo di dare il massimo per non far notare quell’assenza ma non possono illuminarsi al punto di non far percepire il cambiamento.

E’ così che è accaduto nella mia famiglia dopo che una persona speciale è volata, portando con sé l’allegria, il suo meraviglioso sorriso, l’odore degli struffoli di Natale.

Ecco, vorrei riascoltare quella voce e vedere ancora gli occhi di quell’angelo che manca a me e a tutti noi!

Potresti farmela incontrare anche solo per 5 minuti?

Vorrei tanto che questo Natale donasse la luce del cuore: proprio oggi le nostre case si colorano di addobbi, di led multicolor, di alberi con palline variopinte e di presepi di mille aspetti differenti.

Ma la luce del nostro cuore, quella a quale presa deve essere attaccata per poter brillare?

Puoi dirmi come possiamo evitare di essere circondati di luci accese ma di cuori spenti e stanchi?

Ti chiedo poi di riaccendere in tutti noi l’entusiasmo e lo stupore!

Sai, crescendo queste due meravigliose qualità, tipiche dell’incantato mondo dei bambini, si perdono e così tutto diventa grigio.

Ci scoraggiamo se la nostra vita non va come avevamo pianificato.

Facciamo una grande fatica a riprogrammarci di fronte al nuovo che a volte è meglio di ciò che avevamo scelto per noi ma lo rifiutiamo soltanto per paura di affrontarlo.

Il dono che ti chiedo allora è la capacità di essere in cammino: non possiamo sottrarci dal percorrere il nostro viaggio, non possiamo evitare una meta che ci fa paura.

Abbiamo una sola possibilità: camminare indossando le scarpe più comode che abbiamo, il sorriso, l’allegria, la voglia di non sottrarci mai ma di provarci fino alla fine.

Caro Babbo Natale,

grazie per aver letto questa letterina inconsueta, spero che i miei desideri possano avverarsi…

Ma forse ognuno di noi può rendere quello che ho scritto e che tutti desideriamo possibile:

assaporando attimo per attimo i momenti vissuti con i nostri cari,

non lasciando che i nostri cuori inaridiscano ma che siano sempre in grado di donarsi senza riserve,

indossando il sorriso e quello sguardo di stupore che fin da bambini abbiamo ricevuto in dono.

Caro Babbo Natale, grazie perché scrivendo a te ho scoperto che tutto quello che desidero posso averlo ogni giorno, dipende solo da me!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.