Il diario di oggi, Subiaco

E’ primavera!

Che l’equinozio di primavera sia stato ieri oppure oggi è sicuramente un tema dibattuto così come le condizioni meteo che ci stanno rivelando una stagione che si affaccia ancora timidamente.

Già questo ci fa comprendere quanto quella che per me è la regina delle stagioni, la primavera, sia senza dubbio amata da ogni forma di studio dell’uomo: dalla pittura alla musica, dalla poesia fino ad arrivare alla scienza.

Non a caso ho scelto il talento di Sandro Botticelli per rappresentarla, la Primavera di Vivaldi per ascoltarla ed i versi della poetessa greca Saffo per immaginarla.

Un boschetto di meli (Saffo)

“Un boschetto di meli: sugli altari
bruciano incensi.
Mormora fresca l’acqua tra i rami
tacitamente, tutto il mondo è ombrato
di rose.
Stormiscono le fronde e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto come a festa
fiorito è il prato, esalano gli aneti
sapore di miele.”

Provate a vivere un’esperienza unica osservando il quadro, leggendo la poesia ed ascoltando il brano: non vi sentite quasi inebriati dalla potenza della rinascita?

La primavera mi ha sempre donato sensazioni positive, quasi una distensione della mente oltre che del corpo dopo il rigido freddo dell’inverno.

Se infatti i mesi invernali spingono all’introspezione, all’ascolto di sé, la primavera invece incoraggia ad aprirci al mondo che si svela sotto i nostri occhi: colorate gemme sugli alberi, prati fioriti, dolci cinguettii, scenari ameni…

Per il mio paese poi l’arrivo della primavera coincide con le festività benedettine.

Subiaco vive una giornata interamente dedicata a quel Santo che rivoluzionò i valori della fratellanza, della condivisione, il fondatore del monachesimo occidentale.

Il suo operato si adoperò su così tanti fronti da vedergli assegnato il meritato titolo di patrono d’Europa.

Quel Santo che scelse proprio Subiaco per vivere tre anni di meditazione spirituale, lontano da un mondo che tanto lo aveva sconvolto, spingendolo a cercare altrove le sue risposte.

Quello stesso Santo che troverà nel buio della grotta la luce dalla quale lasciarsi guidare.

La primavera è ormai arrivata e noi non dobbiamo far altro che accoglierla con il suo stesso entusiasmo!

Lasciamoci contagiare dalla rinascita, ammiriamo lo spettacolo della natura che è pronta a donare il meglio di sé!

E’ il suo stesso nome a fornirci un consiglio prezioso: primavera deriva dai termini latini “primo” e “ver”. A sua volta “ver” proviene dall’ambito sanscrito, più precisamente dalla radice vas che significa “splendere, illuminare, ardere”.

Primavera quindi significa l’inizio di qualcosa di intenso, di energico, di illuminante.

Non potremmo augurarci nulla di meglio!

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