Diario di Vale, Il diario di oggi

Io sono Amore ma non sono più un dio!

Ehi tu! Sì, proprio tu! Sto parlando con te, mi ascolti adesso?

Non dirmi che non mi riconosci: davvero ti sei dimenticato di me?

È proprio vero che gli anni passano e con loro non ricordiamo più chi siamo stati, sarà che siamo cambiati così tanto entrambi…

Ma non importa, fingiamo di esserci conosciuti solo oggi: non ti dirò chi sono, sono certo che alla fine mi riconoscerai.

Sono io la ragione per la quale tu sei qui davanti a me: se chiudo gli occhi mi sembra di poter veder ancora i tuoi genitori mano nella mano, grati alla vita per averli fatti incontrare.

Se però c’è stato un istante nel quale hanno creduto di poter toccare il cielo con un dito, è stato quando hanno scoperto che stavi per arrivare tu…

Mi beavo di quel quadro meraviglioso che eravate voi tre insieme e che io ero riuscito a comporre: non mi erano serviti archi né frecce ma solo un incrocio di sguardi per far iniziare la magia…

Gli anni passavano e tu crescevi immerso nell’amore: era giunto il momento di trovare la donna giusta anche per te e non ebbi dubbi. 

Capelli rossi, un sorriso da togliere il fiato e tanto amore da donare: Alice sarebbe stata quella giusta! 

Vi bastò incrociarvi per caso al parco per trasformare quell’incontro in un colpo di fulmine: le hai chiesto di uscire solo due giorni dopo e lei ha accettato all’istante.

Quel primo appuntamento fu una conferma di ciò che sentivo: eravate fatti l’una per l’altra e così ne seguirono tanti altri.

Chissà come sarebbe finita se quella sera le avessi creduto: Luca era il suo amico di sempre, aveva solo bevuto un pò ma lei lo aveva subito allontanato: lei amava te, avrebbe sempre amato te! Per questo ti aveva raccontato tutto…

Tu invece hai lasciato che il tuo cuore diventasse prigioniero della gelosia: hai iniziato a seguirla, a spiarle il telefono e quando li hai visti fuori dall’ufficio, insieme, sei diventato cieco per la rabbia. 

Alice ti tradiva, quella era una conferma!

Lei invece aveva scoperto di aspettare un bimbo da te ma voleva dirtelo in modo speciale: le serviva l’aiuto di Luca per farti la più bella delle sorprese!

Tu invece hai aperto la bottiglia di whisky di papà, quella delle occasioni speciali, l’hai bevuta tutta mentre rivedevi Alice e Luca insieme e la rabbia ti cresceva dentro.

Hai atteso che Alice rientrasse ma come lei ha incrociato il tuo sguardo la paura l’ha assalita: conosceva il peso delle tue mani sul suo corpo e così le sue di mani si sono chiuse sul suo ventre, quasi a proteggere quella vita che le stava crescendo dentro.

Tu invece l’hai schiaffeggiata, l’hai spinta a terra: un colpo secco, gli occhi sgranati e l’ultimo battito del cuore di Alice, poi un silenzio assordante.

Le mie ali si tinsero all’istante di un rosso sangue, quell’odore pungente mi trafisse la gola tanto da togliermi il respiro.

Alice era morta e con lei anche io, Amore, colui che ti aveva generato, che aveva generato Alice e quella creatura che mai conoscerai…

Sai perchè non mi riconosci? Da quando avete iniziato ad uccidere in nome mio, un abominio che fatico anche solo ad ascoltare, non sono più un dio.

Non sono più Amore, non so più chi io sia!

Ma hai, anzi abbiamo ancora una possibilità: farmi spuntare ali nuove!

E questo potrà accadere se saprete far colare il mascara dagli occhi di una donna solo per lacrime di gioia,

se rosso sarà soltanto il rossetto che non vedrete l’ora di togliere da quelle labbra per i baci e non i segni sulla pelle per gli schiaffi subiti…

Ma soprattutto se capirete che AMORE È APPARTENERSI, NON POSSEDERSI…

Guarda: una piuma… 

Allora non tutto è perduto!

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