Diario di Vale, Il diario di oggi

Lasciateci libere di essere ciò che vogliamo essere!

Il palcoscenico di Sanremo è senza dubbio quello più luccicante, fiorito, sonoro, la rappresentazione dell’arte e del genio italiano.

Ci sono dei momenti in cui questo genio diviene plastico, palpabile tanto da poter essere toccato con mano.

E’ quello che il cuore mi ha detto stasera e non me lo ha semplicemente sussurrato, me lo ha gridato.

Sarà che sono donna anche io, sarà per le donne straordinarie della mia famiglia: penso a mia madre, a mia nonna.

L’ho pensato mentre osservavo il volto di Rula Jebreal mentre le tremava la bocca raccontando la storia di sua mamma.

Una storia dove la violenza dell’uomo ha trionfato sul suo corpo al punto che quella donna infragilita dalla vita ha deciso di incenerirlo.

Le ceneri della mamma di Rula però hanno reso sua figlia la vera fenice: è lei ad essere risorta da quel dolore, ad aver avuto il coraggio di mostrare il dolore.

E’ quello che ho pensato mentre ho visto la benda glitterata di Jessica Notaro, sfregiata dall’acido di uno che non so come definire.

Sì perché la parola uomo per lui è troppo, è davvero troppo.

Rula e Jessica sono entrambe, seppur in modo diverso, simbolo di un dolore da cui sono rinate.

Un dolore più forte perché condiviso con noi, con tutti noi!

Rula ha sfidato il palco dell’Ariston, le inutili critiche che per mesi si sono affollate sulla sua persona.

Jessica ha osato cantare “tieni le mani in tasca che se le tiri fuori non fai la differenza!”

E allora come possiamo fare la differenza?

Estirpando questo male alla radice, gridando che la violenza non può e non deve essere mai un linguaggio di civiltà ma solo un’offesa alla dignità, prima di tutto per chi la esercita.

E quest’anno a gridarlo in qualche modo è il palco dell’Ariston, quello stesso palco pieno di contraddizioni, dove da una parte si denuncia il virus del femminicidio e dall’altro viene lasciato spazio a cantanti dal repertorio musicale certamente discutibile.

Da parte mia cerco di prendere il buono di quanto i miei occhi ed il mio cuore hanno sentito stasera:

Rula e Jessica che a nome di tutte noi donne chiedono:

Lasciateci libere di essere ciò che vogliamo essere!

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