Diario di Vale, Il diario di oggi

Scrivere per sognare, scrivere per essere…

La scrittura è sempre stata un tassello prezioso della mia vita…

Lo capii sin da quando ero bambina: adoravo andare a scuola per seguire le lezioni di italiano, mi piaceva perdermi nei reparti di cancelleria, tra milioni di penne dai mille colori e quelle agende rigide, foderate in pelle, che mi portano a fantasticare su ciò che sarei voluta diventare da grande.

Ero convinta che la mia vita si sarebbe svolta tra i banchi di scuola: il mio sogno era diventare una maestra delle scuole elementari, per restare in quel mondo fatato di colori e fogli di carta.

Crescendo però, ho capito che sì, quello era il mio sogno ma apparteneva ad una Valentina che ancora non si era compiuta, che non aveva ancora visitato tutte le stanze del suo cuore per scoprire davvero chi fosse.

L’ho compreso mentre gli anni passavano e la vita mi ha regalato l’opportunità di mettermi alla prova.

Mi sono ritrovata a moderare eventi, a raccontare nero su bianco ciò che quelle occasioni suscitavano nel mio cuore e poi il dono più grande: scrivere articoli per la redazione di Anionews.

Sono quasi tre anni che quel giornale mi è entrato nel cuore, insieme a tutti coloro che sono al mio fianco e che mi hanno permesso di capire davvero quale fosse la mia vera vocazione: non scriverò i loro nomi perchè sono scolpiti nel mio cuore e credo che ciascuno di loro lo sappia perfettamente.

Gli anni allora sono passati, Valentina si è scoperta ed ha capito che il suo sogno è diventare una giornalista.

In effetti non è cambiato molto dalla bambina che ero…

Sono ancora circondata di penne variopinte, di quaderni di dimensioni diverse, per adattarli alle circostanze che mi serviranno, e quelle agende rigide, foderate in pelle, ora sono le mie più grandi alleate.

Sono un pò demodé, lo so: mentre la tecnologia avanza, io resto ancorata alla scrittura a mano che si celebra proprio oggi.

Una ricorrenza in cui mi rispecchio e che mi appartiene perchè senza la sua compagnia forse oggi sarei una Valentina diversa.

La scrittura a mano è davvero la mia ancora: è solo in quel modo che la mia mente ed il mio cuore restano connessi, che le parole fluiscono con un’energia che riesce a sopraffarmi.

Mentre mi perdo tra fogli ed inchiostro tutto attorno a me diventa sfocato: può squillare il telefono oppure può chiamarmi chiunque, anche ripetutamente, ma in quei magici istanti ci siamo soltanto io e la mia scrittura.

Sentire la mano che corre sul foglio completamente bianco è per me un esercizio di libertà, un’analisi di me stessa, l’occasione irripetibile di posare l’orecchio sulla mia anima e sentirla respirare.

In quei momenti scopro una Valentina straripante, che vorrebbe riempirle tutte quelle pagine, che non smetterebbe mai di scrivere, che riuscirà a realizzare il suo sogno.

Ecco allora il potere della scrittura, almeno su di me: mettere a fuoco chi sono, chi voglio essere.

La scrittura a mano allora è sorella della consapevolezza, fedele compagna dalla quale non mi separerò mai.

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