Il diario di oggi

Testimoni di vita!

Ho sempre creduto fondamentale il valore della testimonianza: rendere viventi i propri ideali, i propri valori, nella vita di tutti i giorni.

E’ questo uno degli insegnamenti più preziosi che ho potuto trarre dalla mia famiglia.

I miei genitori hanno sempre incoraggiato me e mio fratello a farci testimoni nelle varie azioni del nostro essere, di far corrispondere alle parole fatti concreti.

Per poter testimoniare diventa fondamentale far emergere in noi tutto il nostro vissuto, ciò che siamo per renderlo concreto mentre agiamo.

Se ci pensiamo infatti le parole faticano ad essere ricordate. L’azione invece si imprime nella mente, diventa indelebile.

Testimonianza e ricordo quindi si intrecciano in maniera perfetta: per capire chi siamo stati, nel bene e nel male, dobbiamo poter ricordare.

Questo insegnamento oggi torna a bussare forte alla mia porta: 31 anni fa ci lasciava Primo Levi, testimone diretto degli orrori perpetrati nei lager nazisti.

La sua missione è stata proprio quella di unire ricordo e testimonianza.

Se dimenticassimo il nostro passato, gli errori fatti e le conseguenze emerse, saremmo destinati a rivivere gli orrori della nostra storia.

Ed ecco che i suoi insegnamenti diventano preziosi: è impossibile infatti poter comprendere quello che ci accade.

Primo Levi come poteva capire che gli uomini odiassero altri uomini?

Come poteva giustificare un uomo disumano o dimenticare le atrocità di cui i suoi stessi occhi erano stati testimoni?

Oppure, in una dimensione che ci riguarda più da vicino: quante volte veniamo coinvolti in situazioni più o meno complesse che non riusciamo a spiegarci?

E’ qui che Levi rivela la sua straordinarietà: per comprendere bisogna “prendere con” noi, arrivando a con-tenere, a far penetrare in noi quanto ci circonda. E questo era davvero impossibile, almeno per lui.

Tuttavia se la comprensione non è attuabile diventa fondamentale la conoscenza cioè percepire ciò che è stato, esserne consapevoli.

Solo così se una spiegazione a determinate situazioni non verrà mai trovata si potrà però, attraverso la consapevolezza, giungere a farsi testimoni.

31 anni dopo Primo Levi e le sue parole tornano a gridarci con forza tutto questo.

E’ nostro preciso dovere conoscere per testimoniare ciò che è stato e che sarà: solo in questo modo il passato si farà maestro per condurci a ricordare, ad essere consapevoli perché ciò che è accaduto non sia destinato a ripetersi.

E’ un insegnamento prezioso per tutti noi, da applicare alla vita di tutti i giorni.

Per quanto possa essere doloroso ciò che il nostro passato porta con sé, dobbiamo riuscire a ricordarlo per contenerlo, dobbiamo sforzarci di trarne un seme buono così da non essere mai uguali a ieri ma tentare piuttosto di essere migliori, giorno dopo giorno. 

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